Cancellazione assegno protestato


Cancellazione assegno protestato Tra i principali documenti necessari al fine della cancellazione dell’assegno protestato si ricordano:

● l’assegno in originale, o in mancanza la denuncia di smarrimento dello stesso;
● la visura uso protesti che è possibile richiedere alla propria Camera di commercio;
● la Marca da Bollo e la liberatoria riguardante l’avvenuto pagamento dell’assegno protestato da più di un anno.

Quando accade che un assegno è protestato, il nominativo del soggetto che lo ha emesso viene iscritto presso la CAI, Centrale Allarmi Interbancaria, che conserva un archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento.
Naturalmente è importantissimo richiedere la cancellazione del proprio nominativo dagli elenchi degli assegni protestati, in quanto essere inseriti negli elenchi delle centrali rischi significa riscontrare molte difficoltà per l’accesso al credito. Per richiedere la cancellazione, oltre ad aver pagato l’assegno protestato, bisognerà ottenere il decreto di riabilitazione del Tribunale.


Cancellare il protesto  Cancellare il protesto
Le motivazioni principali per cui è possibile richiedere la cancellazione di un protesto di assegno sono l’avvenuto pagamento, l’illegittimità del protesto stesso oppure la riabilitazione del soggetto protestato. Naturalmente nel primo caso occorrerà rispettare il tempo massimo di 60 giorni previsto per chi vuole pagare l’assegno protestato prima di richiederne la cancellazione, mentre nel secondo caso bisognerà essere in grado di dimostrare per quale motivo si ritiene che la levata del protesto sia stata erronea. A volte è purtroppo possibile riscontrare difficoltà nella cancellazione dal registro dei protesti a causa di un assegno protestato anche se si è prontamente provvisto al pagamento, in caso di disguidi. Si ricorda che in ogni caso un ritardo del pagamento e un assegno protestato comportano la necessità del pagamento della penale: potrà essere utile inviare tempestivamente alla banca copia della liberatoria e dell’assegno che si è provveduto a pagare, seppur i ritardo, per richiederle di eliminare il nominativo dalla CAI.

Cancellazione protesto di un assegno postale
Di solito il protesto dell’assegno postale è levato dalle Stanze di Compensazione di Roma e Milano.
Pertanto, il soggetto che si ritrova ad essere protestato a causa di un titolo di credito postale può richiedere la cancellazione del protesto, sempre a seguito della riabilitazione, alle Camere di commercio di Roma o Milano, a seconda del caso specifico.
In ogni caso per la cancellazione dall’elenco dei protesti si dovrà versare alla Camera di commercio una piccola somma quale diritto di segreteria.
Per ottenere la riabilitazione, dopo aver ottenuto la cancellazione, occorre aver pagato tutti i titoli protestati e non aver subìto ulteriori protesti. Inoltre, dopo che si è ottenuto il decreto di riabilitazione è necessario inoltrare al Presidente della Camera di Commercio l’istanza di cancellazione.

Prescrizione assegno protestato Prescrizione assegno protestato
Si ricorda che l’azione di regresso nei confronti del traente e degli obbligati in generale viene prescritta sei mesi dopo la scadenza del termine previsto per l’incasso dell’assegno.
In caso di assegno impagato, se si procede entro i sessanta giorni al pagamento è possibile richiedere la cancellazione dell’assegno protestato.

Così non è, invece, se non si provvede a pagare l’assegno, gli interessi, la penale e le spese entro i sessanta in giorni: in quel caso si sarà soggetti anche alle sanzioni amministrative oltre a dover aspettare un anno per poter richiedere la cancellazione dell’assegno protestato.


Riabilitazione dopo assegno protestato Riabilitazione dopo assegno protestato

La cancellazione dal registro dei protesti a causa di un assegno protestato per mancato pagamento può avvenire (escludendo i casi di illegittimità o di avvenuto pagamento) esclusivamente dopo che si sia ottenuta la riabilitazione.
Questa è accordata, dopo un anno dalla levata del protesto nel caso in cui oltre all’assegno protestato non si siano subiti ulteriori protesti, con Decreto del Presidente del Tribunale.

Una volta ottenuta la riabilitazione si potrà procedere con la richiesta di cancellazione. Si è visto come qualunque pagamento tardivo, anche se fatto immediatamente dopo la levata del protesto dell’assegno, comporta per il soggetto protestato l’inserimento nel registro e le sanzioni previste dal caso.
Per richiedere la riabilitazione, colui che ha dovuto pagare l’assegno protestato deve potere ottenere la cancellazione del protesto dalla Camera di commercio, e a tal fine occorre che sia trascorso un anno e naturalmente che non si sia stati nuovamente protestati per altri motivi.



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