Assegno protestato


Assegno protestato Nel caso in cui, in presenza di un assegno girato, non si ottiene il pagamento dell’assegno da parte dei giranti, esso va in protesto. Il protesto è l’atto formale con cui un pubblico ufficiale (può essere un notaio, un segretario comunale, un ufficiale giudiziario) dichiara la mancanza del pagamento e dà avvio alle procedure atte ad effettuare la riscossione di quanto non pagato.
Si parla di assegno protestato quando un ufficiale giudiziario, con atto pubblico, accerta in maniera formale che non è stato effettuato il pagamento di un assegno. L’assegno protestato consente di agire per via giudiziaria, al fine di percepire la somma, contro l’emittente dell’assegno, il beneficiario indicato sullo stesso e sulle eventuali persone che hanno garantito il pagamento. Considera anche: Problemi Crif.
È possibile effettuare il protesto qualora l’assegno è stato presentato per il pagamento nel rispetto dei tempi.


Levata del protesto Levata del protesto
La levata del protesto di un assegno può essere effettuata soltanto dagli ufficiali levatori, che devono essere notai, ufficiali giudiziari e segretari comunali. La levata comporta l’iscrizione nell’elenco dei protesti: ogni mese, infatti, tali ufficiali inviano al Presidente della Camera di commercio l’elenco dei protesti, che la Camera di commercio, una volta inserito nel Registro Informatico, rende pubblico. Ogni protesto è conservato nel Registro Informatico per cinque anni. Le leggi che riguardano l’assegno protestato, le modalità della levata del protesto, l’iscrizione nei Registri ecc. sono molteplici, e alcune modalità consentite al debitore per mettersi in regola pur in ritardo, come ad esempio il richiamo, fanno riferimento a sentenze della Cassazione o della Corte Costituzionale. In particolare, oltre alla Legge sull’assegno del ‘33, per conoscere gli effetti dagli assegni in protesto bisogna fare riferimento quantomeno anche alle Leggi 108/96, 235/2000, 386/90.
Ulteriori informazioni sull´argomento "levata del protesto" si possono trovare sulla pagina del portale: levare il protesto.

Protesto assegno bancario Protesto assegno bancario
L’assegno va in protesto a seguito della levata da parte dell’ufficiale giudiziario (o del notaio). A seguito del mancato pagamento del titolo, infatti, questi richiede a chi lo emesso di versare il dovuto, ed in caso di mancato pagamento si procede con la levata, che è l´atto ufficiale per protestare un titolo di credito. Il soggetto protestato, a partire da questo momento, rischia il precetto ed il successivo pignoramento nel caso in cui continuasse a rifiutarsi di pagare. Naturalmente egli sarà chiamato a pagare anche gli interessi e le spese.
In caso di mancato pagamento, prima di essere protestato, prevede l’azione di regresso. In generale, coloro che sono responsabili del pagamento sono il traente, i giranti e gli avallanti. Nel caso in cui non viene pagato viene protestato: il beneficiario può agire contro gli obbligati attraverso l’azione di regresso avvalendosi della particolarità per cui l’assegno è un titolo esecutivo: si ha quindi l’atto di precetto che può continuare fino al pignoramento dei beni del debitore.

I termini del protesto assegno I termini del protesto assegno
I termini del protesto dell’assegno dipendono anche dal tipo di titolo di credito (ordinario, circolare, su piazza ecc.) che risulta non essere stato pagato. In ogni caso, se il beneficiario decide di agire contro il traente non è necessario presentarlo nei termini previsti né che avvenga la levata del protesto: i termini del protesto dell’assegno, infatti, riguardano la cosiddetta azione di regresso di cui può avvalersi il beneficiario contro i giranti e gli avallanti. In questo caso è bene rispettare la scadenza prevista dall’assegno. Per poter procedere con l’azione di regresso e poter rendere protestato il titolo, bisogna rispettare i termini previsti per l’incasso dello stesso. In ogni caso, l’azione di regresso è prescritta dopo sei mesi dalla scadenza dei termini di presentazione del titolo. Comunque anche dopo i sei mesi rimane la possibilità per il beneficiario di procedere con l’azione causale (per ottenere un decreto ingiuntivo) e l’azione di arricchimento (al fine di ottenere il rimborso della somma da parte del traente o del girante). Assegno protestato: si veda anche: assegno in protesto.


Istanza di riabilitazione Istanza di riabilitazione

Il soggetto che si ritrova ad essere iscritto nel Registro Informatico dei protesti a causa di un assegno protestato, può richiedere la cancellazione alla Camera di commercio. In particolare la può essere richiesta in caso di pagamento avvenuto o, naturalmente, in caso di illegittimità del protesto stesso o se lo si è considerato erroneo. Una terza possibilità è data dalla presentazione di un istanza per ottenere la riabilitazione, possibile solo in assenza di ulteriori protesti. Le camere di commercio propongono modelli di istanza di riabilitazione di un assegno protestato, spesso anche con istruzioni su come compilare l´istanza stessa, in modo da non sbagliare; altrimenti si può rivolgere al proprio consulente, in modo da evitare errori che potrebbero rendere nulla l´istanza stessa.

I tempi per il  protesto I tempi per il protesto

Il termine di protesto per l’assegno bancario è rappresentato dalla scadenza prevista per l’incasso: il beneficiario, per potersi avvalere dell’azione di regresso, deve presentare l’assegno all’incasso entro otto giorni se è su piazza, mentre per quelli fuori piazza i tempi per poterlo protestare fanno riferimento alla scadenza di quindici giorni. In ogni caso la prescrizione dell’assegno bancario emesso facendo riferimento ad un conto corrente si prescrive sei mesi dopo la data di emissione. I tempi utili per il regresso del portatore contro i giranti,invece, sono di sei mesi dalla fine dei termini di presentazione. Le azioni di regresso tra i diversi obbligati al pagamento, invece, si prescrivono dopo lo scadere di 180 giorni a partire dalla data in cui è stato pagato il titolo. L´assegno protestato quindi ha i sui tempi prima di diventarlo.

Assegno fuori termine per il protesto Assegno fuori termine per il protesto

Anche se l’assegno non è protestato, nel caso in cui il pagamento al beneficiario non è stato possibile a causa di mancanza di fondi sul conto corrente o perché non vi era l’autorizzazione ad emettere assegni, si è soggetti ugualmente all’iscrizione presso Se non si provvede al pagamento entro questo termine, si procede, con l´iscrizione nell´archivio informatizzato della CAI - Centrale d´Allarme Interbancaria - e con una sanzione amministrativa che consiste nel dover pagare un importo da 516,45 € fino ad arrivare a 6.197,48 €, questo in base alla cifra del titolo di credito, cioè se tale importo sia minore o superiore ai 10.329,00 €. Ma vi è anche una sanzione amministrativa che consiste nel non poter esercitare l´attività e si è interdetti anche dalla possibilità di ricoprire cariche nelle imprese, oltre a non poter emettere assegni.


 

Informazioni su assegno in protesto Informazioni su assegno in protesto

Come scrive la Banca d´Italia: Il protesto è un atto pubblico con il quale viene accertato in modo formale da parte di un notaio o di un ufficiale giudiziario il mancato pagamento di un assegno. Il protesto è importante perché consente a chi ha presentato l´assegno e non abbia ricevuto il pagamento di potere agire per via giudiziaria per ottenere la somma dovuta contro l´emittente.
Protestare un titolo di credito comporta, per colui che l’ha firmato senza poter garantire la disponibilità della somma dovuta, l’iscrizione nel registro dei protesti presso le Camere di commercio. Quindi, il titolo protestato, così come qualunque tipo di mancato pagamento che comporta l’iscrizione nel registro, fa sì che si verifichino, tra l’altro, serie difficoltà all’iscritto nell’accesso al credito.
Bisogna anche dire che gli assegni sono protestati nel caso in cui il beneficiario non ha avuto la possibilità di prelevare la somma prevista sul titolo e lo stesso è rimasto impagato.
In particolare, protestare è quella azione legale con cui si accerta che l’assegno è stato presentato nei tempi utili previsti per la sua riscossione e che vi è stato un rifiuto di pagarlo da parte della banca. Colui che risulta essere protestato, viene iscritto negli appositi registri e riscontra anche forti problemi per quanto riguarda l’accesso al credito.
Vediamo come è possibile la cancellazione del protesto per avere avuto assegno protestato: A differenza delle cambiali, per gli assegni non è ammessa la cancellazione dopo il pagamento entro 12 mesi dalla levata del protesto. Oltre al pagamento di quanto dovuto, per l´assegno protestato è necessario che:occorre attendere 1 anno dalla levata del protesto, chiedere ed ottenere la riabilitazione del tribunale, chiedere la cancellazione dal Registro dei protesti alla Camera di commercio.
Si può chiedere la riabilitazione solamente se accade che: sia trascorso 1 anno dalla levata del protesto, il protestato ha pagato quanto dovuto e il protestato non ha subito ulteriori protesti.



CALCOLATORI
di prestiti, finanziamenti e mutui
Calcolatore di Rata Calcola la Rata
Simulatore di prestito, mutuo, finanziamento. Trova la rata giusta per le tue tasche in base al tasso, durata ed importo.
Calcolatore Tasso EffettivoRata Calcola il Tasso Effettivo
Che interessi stai pagando? Per conoscere gli interessi effettivi sul tuo prestito o mutuo che stai restituendo o che vuoi richiedere.
Quanto puoi chiedere Quanto puoi richiedere?
Per sapere l'importo che puoi richiedere in base al tuo reddito attuale.

ULTIME NEWS  
05/02/2013 - Aumento costo assegno postale nel 2013

Guarda tutte le news di quest'area
Guarda tutte le news del portale

 
® W.P.S. Web Marketing s.r.l. | P.I. 02439520814
direzione@wps-srl.it